Nascita dei Corazzieri

Nel 1868, Umberto di Savoia, principe ereditario d'Italia, si sposava con la principessa Margherita di Savoia-Genova. Il Re Vittorio Emanuele II voleva farli scortare da uno speciale squadrone di cavalleria, come avveniva nelle altre monarchie europee. Il matrimonio di un principe ereditario era un grande avvenimento e ne veniva affidata la scorta ai migliori corpi di cavalleria, quali: Corazzieri, Ussari Dragoni.

Vittorio Emanuele pensò ai Carabinieri, come era stato con lui 26 anni prima (1842) quando, giovane principe ereditario, si era sposato con la principessa Maria Adelaide di Lorena (a Stupinigi) ed era stato scortato da uno speciale squadrone di Carabinieri. Speciale perchè i militari indossavano la marsina, con spalline e cordelline da Carabiniere, pantaloni bianchi in pelle di daino, stivaloni alla scudiera, crespini bianchi in cuoio duro, elmo e corazza, ad imitazione dei Corazzieri Napoleonici.A differenza del suo matrimonio in cui i Carabinieri, una volta terminato il servizio, riconsegnarono tutto il vestiario al magazzino e ognuno rientrò al proprio reparto di appartenenza, il Re volle che lo Squadrone restasse come sua guardia personale per i servizi di scorta e d'onore. Infatti, delle vecchie guardie del corpo, oramai in via di scioglimento, era rimasta una sola compagnia che prestava servizio ai portoni del Palazzo Reale

I Savoia avevano una predilezione particolare per i Carabinieri e li volevano con loro dovunque si recassero all'esterno del Plazzo come scorta personale, anche in battaglia.

Il 7 febbraio 1868, una disposizione del Comando Generale diramata a tutte le Legioni, disponeva che entro il 2 marzo successivo, 80 Carabinieri a cavallo dovevano concentrarsi a Firenze (allora Capitale d'Italia) per scortare i principi Umberto e Margherita, al momento del loro ingresso in città. I Carabinieri scelti per tale circostanza dovevano avere particolari requisiti fisici e morali: condotta irreprensibile, fisico asciutto, snello, abilità nell'equitazione e altezza non inferiore ai 180 centimetri. Lo Squadrone si accasermò nel convento Carmelitano di Santa Maria del Carmine, situato al di là dell'Arno. Dopo l'unita d'Italia (1861) molti conventi furono adibiti a caserma.

Umberto e Margherita vollero mantenere la tradizione Sabauda e si sposarono a Torino, il 22 aprile 1868. Il giorno successivo si recarono, in treno, a Firenze. Durante il tragitto fecero sosta a Piacenza, Parma , Modena e Bologna per salutare le popolazioni. Il 29 scesero alla stazione di Sesto Fiorentino e da li raggiunsero Castello, un paese a metà strada fra Sesto e Firenze ed alloggiarono in una villa medicea (Villa di Castello). Il 30 mattina i due principi si recarono alle Cascine. Qui furono accolti dal sindaco e dalle autorità fiorentine ed inaugurarono la Facoltà di Scienze Agrarie e Zootecniche dell'Università di Firenze (Palazzo delle Cascine, ancora oggi sede della facoltà universitaria).

All'uscita, i principi, trovarono ad aspettarli sul piazzale antistante (oggi Piazzale delle Cascine, ma noto ai fiorentini come Piazzale del Re) la carrozza reale, trainata da sei cavalli e, schierato in linea di fronte, lo speciale squadrone di Carabinieri, al comando del Capitano Francesco Dardanelli, primo comandante dei Corazzieri.

I Carabinieri indossarono gli stessi elmi, corazze e stivaloni vestiti 26 anni prima e rimasti fino ad allora nei magazzini. Salutati dalle salve di cannone (e qui comincia la forma ufficiale)i principi salirono in carrozza e, scortati dallo squadrone a cavallo, alle ore 11 si mossero alla volta di Palazzo Pitti, dove li attendeva il Re.Vittorio Emanuele stabilirà come residenza per sè e per la Corte, Palazzo Pitti, già sede dei Medici e dei Lorena, Granduchi di Toscana. Il corte percorse il viale alberato che fiancheggia l'ippodromo delle Cascine (Viale degli Olmi) ed entrò in città. Arrivò fino a Santa Maria Novella, percorse via Tornabuoni, attraversò l'Arno al ponte della Santissima Trinità e dopo due ore e mezza giunse a Palazzo Pitti.Il percorso è lungo ma il tempo impiegato può far pensare che la scorta sia stata effettuata "al passo", nè poteva essere altrimenti vista la ressa, la calca della popolazione venuta da ogni parte per vedere i principi da vicino. Fu un trionfo, un grande successo per la Monarchia.



 

Lo Squadrone non fu sciolto come nel 1842, ma rimase attivo quale guardia personale del sovrano. La definitiva soppressione delle Guardie del Corpo avvenne in data 1° febbraio 1870.

Il 30 aprile 1868 avviene il nostro debutto in pubblico.

La storia dei Corazzieri comincia qui